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La saggia Elsa
La saggia Elsa Märchen

La saggia Elsa - Fiaba dei Fratelli Grimm

Tempo di lettura per bambini: 9 min

Un uomo aveva una figlia che chiamavano la saggia Elsa. Quando fu cresciuta il padre disse: „Dobbiamo darle marito.“ – „Sì,“ disse la madre, „purché‚ qualcuno la voglia.“ Finalmente giunse da lontano un certo Gianni e la chiese in moglie, ma a condizione che la saggia Elsa fosse davvero assennata. „Oh,“ disse il padre, „ha sale in zucca!“ E la madre aggiunse: „Ah, vede correre il vento per la strada e sente tossire le mosche.“ – „Sì,“ disse Gianni „se non è ben giudiziosa, non la piglio.“ A tavola, dopo aver mangiato, la madre disse: „Elsa, vai in cantina a prendere della birra.“ Ella staccò il boccale dalla parete, andò in cantina e, per strada, sbatacchiava per bene il coperchio per non annoiarsi. Quando fu in cantina, prese lo sgabello e lo mise davanti alla botte, per non doversi piegare e rischiare di farsi male alla schiena, buscandosi un guaio imprevisto. Poi si mise davanti il boccale e aprì il rubinetto e mentre la birra scorreva, non volendo lasciare inoperosi gli occhi, li alzò verso la parete; guardò di qua e di là finché‚ scorse, proprio sopra la sua testa, un piccone che i muratori avevano lasciato là per sbaglio. Allora la saggia Elsa incominciò a piangere e disse: „Se sposo Gianni e abbiamo un bambino e quando è grande lo mandiamo in cantina a spillare la birra, il piccone gli cade sulla testa e lo ammazza!“ Così se ne stette là a piangere a più non posso sull’imminente sciagura. Di sopra aspettavano la birra, ma la saggia Elsa non arrivava mai. Allora la madre disse alla serva: „Va‘ giù in cantina a vedere dov’è Elsa.“ La serva andò e la trovò seduta davanti alla botte che singhiozzava forte. „Elsa, perché‚ piangi?“ domandò la serva. „Ah,“ rispose, „non dovrei piangere? Se sposo Gianni e abbiamo un bambino, e quando è grande lo mandiamo in cantina a spillare la birra, può darsi che gli cada il piccone in testa e l’ammazzi.“ La serva disse: „Ma guarda com’è saggia la nostra Elsa!“ Le si sedette accanto e incominciò a piangere anche lei su quella sciagura. Dopo un po‘, poiché‚ la serva non tornava e sopra avevano sete, l’uomo disse al servo: „Va‘ giù in cantina a vedere dove sono Elsa e la serva.“ Il servo scese, ed ecco la saggia Elsa e la serva che piangevano insieme. Ed egli chiese: „Perché‚ piangete?“

La saggia Elsa FiabaImmagine: Paul Hey (1867 – 1952)

„Ah,“ disse Elsa, „non dovrei piangere? Se sposo Gianni e abbiamo un bambino, e quando è grande lo mandiamo in cantina a spillare la birra, gli cade il piccone sulla testa e lo ammazza.“ Allora il servo disse: „Ma guarda com’è saggia la nostra Elsa!“ Le si sedette accanto e incominciò anch’egli a strillar forte. Di sopra aspettavano il servo, ma vedendo che non veniva mai, l’uomo disse alla moglie: „Va‘ giù in cantina a vedere dov’è Elsa.“ La donna scese, li trovò tutti e tre a lamentarsi e domandò il perché. Allora Elsa raccontò anche a lei che, di certo, il suo futuro bambino sarebbe stato ucciso dal piccone, appena fosse grande e dovesse spillare la birra, e il piccone cadesse. Allora anche la madre disse: „Ma guarda com’è saggia la nostra Elsa!“ Si mise a sedere e pianse con loro. Di sopra, l’uomo attese ancora un pochino, ma siccome sua moglie non tornava ed egli aveva sempre più sete, disse: „Scenderò io stesso in cantina a vedere dov’è Elsa.“ Ma quando arrivò in cantina e li vide tutti in lacrime, l’uno accanto all’altro, e ne udì la causa, cioè che la colpa era del bambino che Elsa un giorno avrebbe forse messo al mondo e che poteva essere ucciso dal piccone se vi si sedeva sotto a spillare la birra proprio nel momento in cui il piccone cadeva, allora esclamò: „Ma guarda com’è saggia la nostra Elsa!“ Si sedette e si mise a piangere con gli altri. Sopra, il fidanzato rimase solo per un bel po‘; poi, dato che nessuno ritornava, pensò: „Ti staranno aspettando di sotto; devi scendere anche tu a vedere cosa fanno.“ Quando scese, li trovò tutti e cinque seduti a piangere e lamentarsi l’uno meglio dell’altro, da far proprio compassione. „Che disgrazia è successa?“ domandò. „Ah, caro Gianni,“ disse Elsa, „se ci sposeremo e avremo un bambino, e diventa grande e lo mandiamo qui a spillare la birra, allora il piccone che è rimasto lassù può cadergli sulla testa e spaccargliela: e non dovremmo piangere?“ – „Be‘,“ disse Gianni, „la tua saggezza mi basta e, poiché‚ sei così giudiziosa, ti prenderò in moglie.“ La prese per mano, la portò di sopra e la sposò.

Dopo un certo tempo Gianni disse: „Moglie mia, io esco: vado a lavorare per guadagnare un po‘; va‘ tu nel campo e mieti il grano che non ci manchi il pane.“ – „Sì, mio caro Gianni,“ rispose Elsa, „lo farò.“ Quando Gianni fu uscito, ella si cucinò una buona zuppa e se la portò al campo. Appena arrivata, disse fra s‘: „Cosa faccio prima, mieto o mangio? Be‘, prima mangerò.“ Così si mise a mangiare la sua zuppa e quando fu bella sazia, si disse di nuovo: „Cosa faccio prima, mieto o dormo? Be‘, prima dormirò.“ Si distese nel grano e si addormentò. Gianni era a casa da un bel pezzo, ma Elsa non tornava; allora disse: „Com’è saggia la mia Elsa! Ha così voglia di lavorare che non torna a casa neppure per mangiare!“ Ma siccome Elsa non tornava mai e imbruniva, Gianni uscì per andare a vedere quanto avesse mietuto; ma non aveva mietuto un bel niente, e dormiva, lunga distesa nel grano. Allora Gianni corse a casa a prendere una rete per gli uccelli con dei piccoli campanellini, e gliela tese intorno senza che lei si svegliasse. Poi tornò a casa, chiuse la porta e si sedette sulla sua sedia. Finalmente, a notte fonda, la saggia Elsa si svegliò; e quando si alzò ci fu intorno a lei un rumore di campanellini che tintinnavano a ogni passo. Allora si spaventò, si confuse dubitando di essere proprio la saggia Elsa e disse: „Sono io o non sono io?“ Ma non sapeva che cosa rispondere e se ne stette dubbiosa per un bel po‘; infine pensò: „Andrò a casa a domandare se sono o no io; lo sapranno di certo.“ Corse davanti all’uscio ma era chiuso; allora bussò alla finestra gridando: „Gianni, c’è Elsa?“ – „Sì,“ rispose Gianni, „è qua.“ Ella si spaventò e disse: „Ah, Signore, allora non sono io!“ E andò a un’altra porta, ma udendo il tintinnio dei campanelli, la gente non voleva aprirle. Così andò in giro un po‘ dappertutto; poi fuggì dal villaggio.

Informazioni per analisi scientifiche


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Valore
NumeroKHM 34
Aarne-Thompson-Uther IndiceATU Typ 1450
TraduzioniDE, EN, DA, ES, FR, PT, FI, HU, IT, JA, NL, PL, RO, RU, TR, VI, ZH
Indice di leggibilità di Björnsson35.7
Flesch-Reading-Ease Indice32.8
Flesch–Kincaid Grade-Level12
Gunning Fog Indice15.1
Coleman–Liau Indice9.6
SMOG Indice12
Indice di leggibilità automatizzato7.4
Numero di caratteri6.201
Numero di lettere4.773
Numero di frasi65
Conteggio parole1.104
Parole medie per frase16,98
Parole con più di 6 lettere207
Percentuale di parole lunghe18.8%
Sillabe totali2.046
Sillabe medie per parola1,85
Parole con tre sillabe244
Parole di percentuale con tre sillabe22.1%
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